sasà sub diving center..........area marina protetta di porto cesareo"..... BENVENUTI E BUONA IMMERSIONE......

in auto

Autostrada fino a Bari, superstrada fino a Lecce, strada statale Lecce Porto Cesareo.

COME SI ARRIVA

in treno

stazione di LECCE
(25 km da Porto Cesareo)

in aereo

aeroporto di BRINDISI
(50 km da Porto Cesareo)
 

PORTO CESAREO
Porto Cesareo, penisola jonica compresa tra il litorale di Taranto e quello di Gallipoli, si caratterizza, verso ponente, per le immense distese di sabbia e, sulla parte di levante.
Reperti ritrovati di recente danno la certezza della presenza umana già nel periodo neolitico, periodo in cui l’uomo, non più nomade, garantiva la propria sopravvivenza attraverso la pesca e la pastorizia. In particolare, nel sito conosciuto col nome di “Scala di Forno/Furno è stata accertata la presenza di vari frammenti, ora conservati nel Museo di Taranto, di ceramica decorata e un’ascia rudimentale prodotta circa 2.000 anni prima di Cristo.
Nel porto di Porto Cesareo ubicato a ponente, troviamo un’isola che gli abitanti indicano con il nome di “Isola dei Conigli”. Su di essa, cinquanta anni fa, fu promosso l’allevamento allo stato brado di una colonia di conigli. Essa è la più estesa del mare di Porto Cesareo ed ha una lunghezza di 2,5 km. ed una larghezza di circa 400 m. Osservata dall’alto essa presenta una forma simile ad una microcometa. Il nucleo principale si allunga verso NW-SE ed intorno ad esso si rilevano tre lunghi costoni. Il resto si distende invece longitudinalmente verso SO. La prima coda si incurva,in direzione della terraferma, verso levante. La seconda, la esterna, si dirige verso il mare aperto. Infine la terza all’interno del porticciolo, si protende verso tramontana. I rispettivi tre seni, due verso l’interno e uno verso l’esterno, delimitati dalle suddette strisce di terra, mettono in bella mostra un territorio molto basso dove l’arenile conchifero si alterna allo scoglio radente. Nel porticciolo, nel 1973, alcuni subacquei dilettanti ebbero la fortuna di portare in superficie, tra le altre cose, anche un anello d’oro. Esso mostrava alcuni segni particolari. Sottoposto ad esame presso la facoltà di archeologia di Milano, fu rilevato che questi segni facevano parte di una frase ben augurate, incisa con lettere dell’alfabeto fenicio. Il sottofondo marino è cosparso di una grande quantità di cocci. A ridosso della costa, si nota la presenza di massi e di pietre, derivati da costruzioni diroccate. Le terraglie che il volgo definisce “pignate”, non sono altro che antichi reperti di ceramica. La loro enorme quantità testimonia la presenza dell’uomo in epoca greca e romana. Il rinvenimento di colli di anfore greche fa pensare, anche, alla possibile esistenza di un antico porto di navi anforarie. Ulteriore riprova è il rinvenimento di numerose ancore, che purtroppo sono state metodicamente fuse dai pescatori locali per ricavarne piombi da applicare alle reti. Nel 1925 vennero portati alla luce da una tomba incavata nella roccia, nell’arco del porticciolo che si dispone a sinistra, anche i resti di uno scheletro. La parte dell’isola, esposta più a levante, in volgo “la punta ti li Krape” ovvero lo sperone delle capre, veniva utilizzata per il pascolo di queste bestie. Spesso esse raggiungevano il lembo più prossimo alla terraferma e lanciavano i loro mesti belati, preannunciando l’arrivo di una tempesta o di una pioggia torrenziale. Sullo scoglio detto Mogliuso fiorisce un singolare giaggiolo selvatico scuro, profumato, descritto pochi anni or sono come forma endemica (Iris revoluta) e meritevole quindi di assoluta protezione.
alcune immagini di Porto Cesareo
una spiaggia di Porto Cesareo
foto di Gigi Frisenda - Leverano (Le)

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